FARRÀGINE / FÁRRAGO | MARCO AMORE


fárrago

FARRÀGINE

whisky che gronda, come colla istantanea o ambra da un fusto

accoltellato, risali la mia gola impavido, come Enea dall’Ade

nasturzi immortali di brandy, grappa, armagnac, vesou, cognac,

rum, cachaça, thibarine, slivoviz, malibù in un cocktail esotico

che io comprenda l’avestico, se occorre

la mia anima quale triste, mistica parola interpreta?

s’inauguri il viaggio: bastimenti, ahi! I Nettunalia son compiuti.

                                                                        Che meravigliose polene…

un sorso ed è fatta; sono nel fiore degli anni

Tin Tin, fa il bicchierino di gin…

 


 

FÁRRAGO

 

whisky que chorrea, como pegamento instantáneo o ámbar de un tronco

acuchillado, remonta mi garganta impávido, como Eneas en el Hades

berros inmortales de brandy, aguardiente, armagnac, vesou, cognac,

ron, Cachaça, thibarine, slivoviz, malibú en un cocktail exótico

¿que yo comprenda el avéstico, si precisa

mi alma cual triste, mística palabra interpreta?

se inaugura el viaje: bastimentos, ¡ay! Las Neptunalias están cumplidas.

                                                                        Qué maravillosos mascarones de proa…

un sorbo y está hecho; estoy en la flor de los años

Tin Tin, hace el vasito de ginebra…

 


 

CIN CIN

 

quanti oboli ho pagato al traghettatore? Tuttavia si è rifiutato di

recapitarmi sulle opposte, cupe rive dell’Acheronte. Pertanto mi bagnai

nel gange. DIVIETO DI BALNEAZIONE nei profluvi orientali. Ma se

sono di aromatico vino da esportazione…

torrenti, fiumi, greti e canali impregnati dal vino delle messe.

                                                                                    E ne sono ebbro

lo Stige fluiva dai suoi occhi, ma fu l’oblio del Lete dei suoi seni a

condannarmi. Nell’incavatura tra le cosce | come un fiume questuante

d’acque terrestri, che scorre nella rigogliosa valle dell’Eden

lo sfolgorante nome era Shakti , e Shakti era Kali, e Kali era

                                                            Durga, e Durga era Shiva

l’intimità della donna era Iblis e Yama e Ganesha e Nezha

e le sue dita pudiche erano Inari, Raijin, Baldr, Vali,

                                                            Malsumis, Wawalag, Borr e Bomazi

la sua favella era Bragi e intendeva ogni lingua e ogni

                                                                        lingua dei segni del mondo

mia amata

 


¡CHINCHÍN!

 

¿cuántos óbolos pagué al remero? Sin embargo, se ha rehusado a

entregarme en el lado opuesto, oscuras orillas del Aqueronte. Por lo

tanto, me bañé en el Ganges. PROHIBIDO TOMAR BAÑOS en los

raudales orientales. Pero si son de aromático vino de exportación…

torrentes, ríos, pedregales y canales impregnados del vino de las misas.

                                                                                                Y estoy ebrio

el Estigia fluía de sus ojos, pero fue el olvido del Lete de sus senos a

condenarme. En la cavidad entre los muslos | como un río mendigo

de aguas terrestres, que corre en el lozano valle del Edén

el deslumbrante nombre era Shakti, y Shakti era Kali, y Kali era

                                                                        Durga, y Durga era Shiva

la intimidad de la mujer era Iblis y Yama y Ganesha y Nezha

y sus dedos púdicos eran Inari, Raijin, Baldr, Vali,

                                    Malsumis, Wawalag, Borr y Bomazi

su palabra era Bragi y entendía cada idioma y cada

                                                lenguaje de señas del mundo

mi amada


GIACULATORIA ALLA DELUSIONE

 

Ho chiesto a un fiore: «Amami».

Era il rampollo d’una celidonia.

Il fiore sanò i miei occhi incandescenti.

«Ti amo», rispose. Ma non si schiuse.

Ho supplicato una poiana di amarmi.

Lei mi trotterellò su una spalla,

mi beccò affettuosamente un orecchio

e ne trasse per sbaglio un capolavoro di Cechov.

«Ti amo», rispose. Ma volò altrove.

Ho chiesto a una donna di amarmi

e lei mi ha deriso, ignara della mia condizione.

Ogni sua occhiata è una risata; ogni suo

                                                    pensiero uno sberleffo.


 

JACULATORIA A LA DECEPCIÓN

 

He pedido a una flor: “Ámame”.

Era el vástago de una celidonia.

La flor sanó mis ojos incandescentes.

“Te amo”, contestó. Pero no abrió.

He suplicado a un águila ratonera que me amara.

Ella me correteó sobre un hombro,

me picó afectuosamente una oreja

y trajo por equivocación una obra maestra de Chejov.

“Te amo”, contestó. Pero voló a otro lado.

He pedido a una mujer que me amara

y ella se ha mofado, ignara de mi condición.

Cada una de sus miradas es una carcajada; cada uno de sus

                                                                        pensamientos una befa.


 

CALEMBOUR

 

Prescelto dal sogno, ti vedo ruzzolare nel fango della lizza;

lo stendardo piegato, reciso da un colpo di lancia

mentre muore inerme sulla fronte

Come una triste epigrafe d’argilla

si sgretola ai raggi della noia

spiando il sole liturgico,

ammanetti le gioie sulla leggenda più falsa

alla maniera degli artisti

Non per scolpire il marmo con le gesta

in onore dell’unificazione a fin di bene,

sperperando un mondo altrui

dove i cibi saziano vendette

attuate alla luce dell’inganno,

ma per il piatto pronto col fiorito di menta

e l’ossatura chiassosa in cassoulet

 


CALEMBOUR

 

Escogido por el sueño, te veo rodar en el lodo de la empalizada;

el estandarte doblado, cercenado por un golpe de lanza

mientras muere inerme sobre la frente

Como un triste epígrafe de arcilla

se disgrega a los rayos del aburrimiento

espiando al sol litúrgico,

esposas las alegrías sobre la leyenda más falsa

a la manera de los artistas

No para tallar el mármol con los hechos

en honor a la unificación para bien,

despilfarrando un mundo ajeno

donde los alimentos sacian venganzas

actuadas a la luz del engaño,

sino por el plato listo con el adorno de menta

y la armadura ruidosa en cassoulet

 


ERBA CANINA

 

Bella la figlia di Idmone

un intero campo fiorito non poteva che farle da cornice

quando danzava tra le luci della sua Colofone

l’occhio umano la coglieva alla sprovvista

ma Aracne non si interessava di questo. Aveva una vita spensierata

e vestiva abiti retrò

voleva somigliare alla fantastica Audrey Hepburn

 


GRAMILLA

 

Bella la hija de Idmón

todo un campo florido solo podría enmarcarla

cuando danzaba entre las luces de su Colofón

el ojo humano la cogía desprevenida

pero Aracne no se interesaba en esto. Tenía una vida despreocupada

y usaba vestidos retro

quería parecerse a la fantástica Audrey Hepburn


del libro Fárrago (Uniediciones Sello Editorial, Colombia en coedición con Samuele Editore, Italia , septiembre, 2020)


Traducción de Antonio Nazzaro


Marco Amore (Benevento, 1991) è uno scrittore italiano attivo nel mondo dell’arte contemporanea come curatore di mostre in spazi pubblici e gallerie private, sia in Italia che all’estero. Nel 2017 ha esposto, presso la biblioteca nazionale “Vittorio Emanuele III”, sezione Americana e Venezuelana, di Palazzo Reale, Napoli, un taccuino per parole e segni sulle orme di Henry David Thoreau, maturando l’esigenza di adoperare strumenti relativi all’attività letteraria come supporto nella realizzazione di opere d’arte. Il suo ultimo libro, Farràgine (Samuele Editore, 2019), è risultato finalista alla XXXI edizione del Premio Camaiore Proposta – Opera Prima.


Marco Amore (Benevento, 1991) es un escritor italiano activo en el mundo del arte contemporáneo como curador de exposiciones en espacios públicos y galerías privadas, tanto en Italia como en el extranjero. En 2017 ha expuesto, en la biblioteca nacional “Vittorio Emanuele III”, sección Americana y Venezolana, del Palacio Real, en Nápoles, una libreta para palabras y signos sobre las huellas de Henry David Thoreau, madurando la necesidad de utilizar instrumentos relativos a la actividad literaria como apoyo en la realización de obras de arte. Su último libro, Fárrago (Samuele Editore, 2019), ha sido finalista en la XXXI edición del Premio Propuesta Camaiore – Ópera Prima.


 

 

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